Prosegue l’impegno di Legacoop Marche nell’ambito del progetto Interreg Italia–Croazia GECO 2.2 – Green economy and CO2.2, finalizzato a rafforzare e strutturare il mercato volontario dei crediti di carbonio, promuovendo strumenti concreti a supporto della transizione ecologica del sistema agricolo. Il mercato dei crediti di carbonio rappresenta oggi una leva strategica innovativa per la mitigazione dei cambiamenti climatici, offrendo alle imprese agricole nuove opportunità di valorizzazione delle pratiche sostenibili. In particolare, esso consente di riconoscere e remunerare le azioni volte alla riduzione o all’assorbimento delle emissioni di CO₂, contribuendo al contempo alla competitività delle filiere agroalimentari e alla creazione di sostenibilità ambientale, economica e sociale.
In questo contesto, nelle ultime settimane Legacoop Marche, in collaborazione con Università Politecnica delle Marche (UNIVPM), Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali (D3A), in qualità di esperti tecnico-scientifici esterni del progetto, ha realizzato una serie di riunioni tecniche tematiche dedicate ad approfondimenti dello schema di certificazione dei crediti di carbonio applicabile al settore agricolo sviluppato dal partner di progetto AGGRA.
Sotto il coordinamento scientifico di Antonio Cinti e con il contributo dell’agronomo Leonardo Marotta e del team di ricerca dell’UNIVPM guidato dalla Prof.ssa Adele Finco, sono stati organizzati due incontri di approfondimento tecnico-scientifico. Gli incontri hanno consentito di analizzare criticità, opportunità e requisiti operativi, con l’obiettivo di sviluppare un modello di certificazione che sia, oltre che in linea con la normativa europea di riferimento, anche economicamente sostenibile e accessibile per le imprese agricole e per le diverse filiere coinvolte.
Nel corso delle riunioni tecniche è stato sviluppato un modello di simulazione economica dello schema di certificazione, costruito per verificare in modo concreto la sostenibilità del sistema sia per le aziende agricole sia per il soggetto certificatore. Attraverso diverse ipotesi, il modello mette a confronto le principali voci di costo che gravano sugli agricoltori (come, ad esempio, le quote amministrative di adesione, i canoni annuali di partecipazione ecc.) con i costi strutturali necessari al funzionamento dello schema di certificazione (come il personale tecnico e amministrativo, le consulenze legali e specialistiche, la copertura assicurativa legata al rischio audit, ecc.). Un’attenzione specifica è stata dedicata al ruolo dei soggetti certificatori e ai costi delle attività di audit, valutando diverse modalità di ripartizione di tali oneri tra aziende agricole e schema di certificazione. Questa attività ha permesso di individuare un equilibrio economico più o meno sostenibile in grado di garantire, da un lato, l’accessibilità del sistema per le imprese agricole e, dall’altro, la copertura dei costi necessari a garantire credibilità, trasparenza e solidità al meccanismo di certificazione. Le simulazioni realizzate rappresentano quindi uno strumento fondamentale per definire uno schema che non sia solo tecnicamente valido, ma anche concretamente applicabile e sostenibile nel tempo. Le attività svolte rappresentano un passaggio fondamentale nel percorso progettuale, contribuendo alla costruzione di strumenti condivisi e concretamente applicabili. Il coinvolgimento diretto degli attori del territorio consente infatti di orientare le soluzioni verso esigenze reali, favorendo l’adozione diffusa di pratiche sostenibili e innovative. Il progetto proseguirà nei prossimi mesi con ulteriori momenti di confronto e sperimentazione, consolidando il ruolo del sistema agricolo nella transizione ecologica.
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English version
The commitment of Legacoop Marche continues within the framework of the Interreg Italy–Croatia Programme project “Green Economy and CO₂ 2.2” (GECO 2.2), aimed at strengthening and structuring the voluntary carbon credit market by promoting practical tools to support the ecological transition of the agricultural system. The carbon credit market now represents an innovative strategic lever for climate change mitigation, offering agricultural enterprises new opportunities to enhance the value of sustainable practices. In particular, it enables the recognition and remuneration of actions aimed at reducing or absorbing CO₂ emissions, while contributing to the competitiveness of agri-food supply chains and to the creation of environmental, economic, and social sustainability.
In this context, in recent weeks Legacoop Marche, in collaboration with the Polytechnic University of Marche (UNIVPM), Department of Agricultural, Food and Environmental Sciences (D3A), acting as external technical and scientific experts on the project, has held a series of thematic technical meetings dedicated to in-depth analysis of the carbon credit certification scheme applicable to the agricultural sector developed by project partner AGGRA. Under the scientific coordination of Antonio Cinti and with the contribution of agronomist Leonardo Marotta and the research team of UNIVPM led by Prof. Adele Finco, two in-depth technical-scientific meetings were organized. These meetings enabled the analysis of critical issues, opportunities, and operational requirements, with the aim of developing a certification model that is not only aligned with the relevant European regulatory framework, but also economically sustainable and accessible for agricultural enterprises and the various supply chains involved.
During the technical meetings, an economic simulation model of the certification scheme was developed, designed to concretely verify the sustainability of the system for both farms and the certifying body. Through various hypotheses, the model compares the main cost items that burden on farmers (such as administrative membership fees, annual participation fees, etc.) with the structural costs necessary for the functioning of the certification scheme (such as technical and administrative personnel, legal and specialist consultations, insurance coverage related to audit risk, etc.). Particular attention was paid to the role of certifying bodies and the costs of audit activities, evaluating different methods of distributing these burdens between farms and the certification scheme. On one hand this activity allowed to identify a potential and sustainable economic balance capable of ensuring the accessibility of the system for agricultural enterprises. On the other hand, the coverage of the costs necessary to guaranty credibility, transparency, and robustness to the certification scheme was identified. Therefore, the simulations carried out represent a fundamental tool for defining a scheme that is not only technically valid but also practically applicable and sustainable over time.
The activities carried out represent a key step in the project pathway, contributing to the development of shared and practically applicable tools. The direct involvement of local stakeholders makes it possible to align solutions with real needs, fostering the widespread adoption of sustainable and innovative practices. The project will continue in the coming months with further opportunities for discussion and pilot actions, strengthening the role of the agricultural system in the ecological transition.
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